
2 Giugno 2026
Libretto postale, buoni fruttiferi o ETF per i figli?
Per molte famiglie italiane la scelta ricade su libretto e buoni per abitudine, non per una valutazione comparativa.
Ma se mettiamo a confronto questi strumenti con un piano di accumulo in ETF su rendimento, rischio, fiscalità e orizzonte, il quadro cambia.
L’articolo li analizza uno per uno, con un occhio alle novità 2026: la nuova carta del libretto postale, il trattamento dei buoni nell’ISEE e la loro tassazione. Per il quadro d’insieme di tutti gli strumenti rimandiamo alla guida su come investire per i figli.
COSA NON FA IL LIBRETTO POSTALE
- Non fa crescere il capitale: il rendimento di base è vicino allo zero.
- Non protegge sempre dall'inflazione: se i prezzi salgono più del rendimento, il potere d'acquisto si riduce.
- Non sfugge ai vincoli di tutela: anche qui prelevare il capitale del minore richiede il Giudice Tutelare.
Dove finiscono i risparmi dei figli nella maggior parte delle famiglie italiane?
La scelta più diffusa resta lo sportello postale: libretto e buoni fruttiferi sono percepiti come sicuri perché garantiti dallo Stato, sono semplici e senza costi di gestione. È una base ragionevole, ma confonde due bisogni diversi: tenere il denaro al sicuro e farlo crescere nel tempo.
Per il primo va benissimo; per il secondo, su orizzonti lunghi, rinuncia a una parte significativa del potenziale di crescita.
Buoni fruttiferi postali: quanto rendono davvero nel 2026?

I buoni fruttiferi postali (BFP) sono titoli emessi da Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo Stato. Il rendimento cresce con la durata: le emissioni a più lungo termine riconoscono interessi più alti, e alcune serie recenti offrono rendimenti lordi crescenti negli anni di possesso.
Il capitale è sempre rimborsabile e i buoni sono esenti dall’imposta di successione.
Tassazione dei buoni fruttiferi postali
Gli interessi dei buoni fruttiferi godono di una fiscalità agevolata al 12,5%, la stessa dei titoli di Stato e nettamente inferiore all’aliquota del 26% applicata alla maggior parte degli strumenti finanziari. È uno dei loro vantaggi principali e li distingue dal libretto, come vedremo (fonte: Agenzia delle Entrate).
Buoni fruttiferi postali e ISEE 2026
Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore una regola favorevole alle famiglie: titoli di Stato, buoni fruttiferi e libretti di risparmio postale sono esclusi dal patrimonio mobiliare ISEE fino a 50.000 euro complessivi per nucleo familiare. Oltre quella soglia, la parte eccedente rientra nel calcolo come ogni altra attività finanziaria. Per chi accantona con strumenti postali è un alleggerimento concreto dell’ISEE.
Rendimento del libretto postale per minori
Il libretto postale, anche nella versione dedicata ai minori, è un libretto di risparmio: il capitale è garantito, ma il rendimento di base è quasi nullo (intorno allo 0,01% sul libretto ordinario, secondo i fogli informativi vigenti).
A differenza dei buoni, inoltre, gli interessi del libretto sono tassati con l’aliquota ordinaria del 26%, non con il 12,5% agevolato. È la ragione per cui il libretto va inteso come un luogo dove tenere fermo il denaro, non come uno strumento per farlo crescere.
Carta libretto postale: cos’è e come si attiva

Negli ultimi anni il libretto cartaceo sta lasciando spazio alla versione dematerializzata, gestibile anche online, a cui è collegata la carta del libretto postale, che serve per versamenti e prelievi. Chi apre un libretto in forma dematerializzata riceve la carta subito; chi ha un libretto cartaceo può chiederne la sostituzione con quello dematerializzato.
La carta non comporta costi: non sono previste quote annuali né commissioni su versamenti o prelievi (fonte: Cassa Depositi e Prestiti). È un cambiamento operativo, non di sostanza: la natura dello strumento e il suo rendimento restano quelli di un deposito.
PAC in ETF: i numeri su 18 anni

Sul lungo periodo lo strumento con il potenziale di rendimento più alto è il piano di accumulo in ETF. Su orizzonti di quindici o diciotto anni l’azionario globale ha storicamente reso molto più del libretto, che resta quasi invariato, in cambio però di oscillazioni di mercato e senza garanzie sul risultato.
Le simulazioni complete, con gli importi mensili e il capitale stimato a scadenza, sono nella guida al PAC in ETF per i figli.
Come lavoriamo noi di Finanza Semplice SCF
Siamo una Società di Consulenza Finanziaria iscritta all’Albo OCF sezione SCF. Veniamo pagati solo dai nostri clienti, mai dalle case prodotto: non vendiamo libretti, buoni o ETF e non riceviamo provvigioni. La nostra analisi è indipendente e priva di conflitti di interesse: il confronto tra gli strumenti per i tuoi figli è fatto al 100% nel tuo interesse.
Quale strumento scegliere? Dipende da quando serve il capitale
La domanda giusta non è “qual è il migliore”, ma “tra quanto tempo servirà”.
- Conviene il libretto se ti serve liquidità a vista e accetti un rendimento quasi nullo in cambio della massima semplicità.
- Convengono i buoni fruttiferi se vuoi un rischio minimo con una fiscalità agevolata e un orizzonte medio, anche in ottica ISEE.
- Conviene il PAC in ETF se l’obiettivo è lontano (dieci o più anni, ad esempio l’università) e puoi tollerare le oscillazioni per cercare un rendimento reale positivo.
CONFRONTO LIBRETTO, BUONI FRUTTIFERI E PAC IN ETF
| Strumento | Rendimento | Rischio | Fiscalità interessi | ISEE 2026 | Orizzonte |
|---|---|---|---|---|---|
| Libretto postale | Quasi nullo | Minimo (garanzia Stato) | 26% | Escluso fino a 50.000 € per nucleo | Breve |
| Buoni fruttiferi postali | Basso-moderato, crescente con la durata | Minimo (garanzia Stato) | 12,5% | Escluso fino a 50.000 € per nucleo | Medio |
| PAC in ETF | Potenzialmente più alto, non garantito | Di mercato | 26% (12,5% quota titoli di Stato) + bollo 0,20% | Conteggiato nel patrimonio mobiliare | Lungo (10+ anni) |
Dati aggiornati a maggio 2026. I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri.
Una scelta che merita un ragionamento
Libretto, buoni ed ETF non sono alternative da scegliere “a sentimento”: rispondono a orizzonti diversi e spesso convivono nella stessa famiglia.
La domanda da farsi è semplice ma decisiva: tra quanti anni servirà questo denaro, e quanta oscillazione sono disposto ad accettare nel frattempo?
Le risposte cambiano da famiglia a famiglia. Per il metodo operativo, passo dopo passo, può aiutare anche la nostra guida su come investire per i figli passo dopo passo.
AVVERTENZE
Articolo a finalità informative. Non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza personalizzata. Gli ETF investono in mercati che oscillano: i rendimenti passati non garantiscono quelli futuri e il capitale può ridursi. Libretto e buoni fruttiferi offrono un rendimento contenuto che può non proteggere dall’inflazione. Le aliquote fiscali e le regole ISEE sono aggiornate a maggio 2026: verifica i dati ufficiali prima di operare.
Domande frequenti
A cura di Andrea Ballantini, Consulente Finanziario Indipendente iscritto all’Albo OCF con matricola: 627138
