Libretto postale, buoni fruttiferi o ETF per i figli? Confronto e rendimenti

Libretto postale, buoni fruttiferi o ETF per i figli?

Per molte famiglie italiane la scelta ricade su libretto e buoni per abitudine, non per una valutazione comparativa.

Ma se mettiamo a confronto questi strumenti con un piano di accumulo in ETF su rendimento, rischio, fiscalità e orizzonte, il quadro cambia.

L’articolo li analizza uno per uno, con un occhio alle novità 2026: la nuova carta del libretto postale, il trattamento dei buoni nell’ISEE e la loro tassazione. Per il quadro d’insieme di tutti gli strumenti rimandiamo alla guida su come investire per i figli.

COSA NON FA IL LIBRETTO POSTALE

  • Non fa crescere il capitale: il rendimento di base è vicino allo zero.
  • Non protegge sempre dall'inflazione: se i prezzi salgono più del rendimento, il potere d'acquisto si riduce.
  • Non sfugge ai vincoli di tutela: anche qui prelevare il capitale del minore richiede il Giudice Tutelare.

Dove finiscono i risparmi dei figli nella maggior parte delle famiglie italiane?

La scelta più diffusa resta lo sportello postale: libretto e buoni fruttiferi sono percepiti come sicuri perché garantiti dallo Stato, sono semplici e senza costi di gestione. È una base ragionevole, ma confonde due bisogni diversi: tenere il denaro al sicuro e farlo crescere nel tempo.

Per il primo va benissimo; per il secondo, su orizzonti lunghi, rinuncia a una parte significativa del potenziale di crescita.

Buoni fruttiferi postali: quanto rendono davvero nel 2026?

Libretto postale, buoni fruttiferi o ETF per i figli? Confronto e rendimenti

I buoni fruttiferi postali (BFP) sono titoli emessi da Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo Stato. Il rendimento cresce con la durata: le emissioni a più lungo termine riconoscono interessi più alti, e alcune serie recenti offrono rendimenti lordi crescenti negli anni di possesso.

Il capitale è sempre rimborsabile e i buoni sono esenti dall’imposta di successione.

Tassazione dei buoni fruttiferi postali

Gli interessi dei buoni fruttiferi godono di una fiscalità agevolata al 12,5%, la stessa dei titoli di Stato e nettamente inferiore all’aliquota del 26% applicata alla maggior parte degli strumenti finanziari. È uno dei loro vantaggi principali e li distingue dal libretto, come vedremo (fonte: Agenzia delle Entrate).

Buoni fruttiferi postali e ISEE 2026

Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore una regola favorevole alle famiglie: titoli di Stato, buoni fruttiferi e libretti di risparmio postale sono esclusi dal patrimonio mobiliare ISEE fino a 50.000 euro complessivi per nucleo familiare. Oltre quella soglia, la parte eccedente rientra nel calcolo come ogni altra attività finanziaria. Per chi accantona con strumenti postali è un alleggerimento concreto dell’ISEE.

Rendimento del libretto postale per minori

Il libretto postale, anche nella versione dedicata ai minori, è un libretto di risparmio: il capitale è garantito, ma il rendimento di base è quasi nullo (intorno allo 0,01% sul libretto ordinario, secondo i fogli informativi vigenti).

A differenza dei buoni, inoltre, gli interessi del libretto sono tassati con l’aliquota ordinaria del 26%, non con il 12,5% agevolato. È la ragione per cui il libretto va inteso come un luogo dove tenere fermo il denaro, non come uno strumento per farlo crescere.

Carta libretto postale: cos’è e come si attiva

Libretto postale, buoni fruttiferi o ETF per i figli? Confronto e rendimenti

Negli ultimi anni il libretto cartaceo sta lasciando spazio alla versione dematerializzata, gestibile anche online, a cui è collegata la carta del libretto postale, che serve per versamenti e prelievi. Chi apre un libretto in forma dematerializzata riceve la carta subito; chi ha un libretto cartaceo può chiederne la sostituzione con quello dematerializzato.

La carta non comporta costi: non sono previste quote annuali né commissioni su versamenti o prelievi (fonte: Cassa Depositi e Prestiti). È un cambiamento operativo, non di sostanza: la natura dello strumento e il suo rendimento restano quelli di un deposito.

PAC in ETF: i numeri su 18 anni

Libretto postale, buoni fruttiferi o ETF per i figli? Confronto e rendimenti

Sul lungo periodo lo strumento con il potenziale di rendimento più alto è il piano di accumulo in ETF. Su orizzonti di quindici o diciotto anni l’azionario globale ha storicamente reso molto più del libretto, che resta quasi invariato, in cambio però di oscillazioni di mercato e senza garanzie sul risultato.

Le simulazioni complete, con gli importi mensili e il capitale stimato a scadenza, sono nella guida al PAC in ETF per i figli.

Come lavoriamo noi di Finanza Semplice SCF

Siamo una Società di Consulenza Finanziaria iscritta all’Albo OCF sezione SCF. Veniamo pagati solo dai nostri clienti, mai dalle case prodotto: non vendiamo libretti, buoni o ETF e non riceviamo provvigioni. La nostra analisi è indipendente e priva di conflitti di interesse: il confronto tra gli strumenti per i tuoi figli è fatto al 100% nel tuo interesse.

Quale strumento scegliere? Dipende da quando serve il capitale

La domanda giusta non è “qual è il migliore”, ma “tra quanto tempo servirà”.

  • Conviene il libretto se ti serve liquidità a vista e accetti un rendimento quasi nullo in cambio della massima semplicità.
  • Convengono i buoni fruttiferi se vuoi un rischio minimo con una fiscalità agevolata e un orizzonte medio, anche in ottica ISEE.
  • Conviene il PAC in ETF se l’obiettivo è lontano (dieci o più anni, ad esempio l’università) e puoi tollerare le oscillazioni per cercare un rendimento reale positivo.

CONFRONTO LIBRETTO, BUONI FRUTTIFERI E PAC IN ETF

StrumentoRendimentoRischioFiscalità interessiISEE 2026Orizzonte
Libretto postaleQuasi nulloMinimo (garanzia Stato)26%Escluso fino a 50.000 € per nucleoBreve
Buoni fruttiferi postaliBasso-moderato, crescente con la durataMinimo (garanzia Stato)12,5%Escluso fino a 50.000 € per nucleoMedio
PAC in ETFPotenzialmente più alto, non garantitoDi mercato26% (12,5% quota titoli di Stato) + bollo 0,20%Conteggiato nel patrimonio mobiliareLungo (10+ anni)

Dati aggiornati a maggio 2026. I rendimenti passati non garantiscono quelli futuri.

Una scelta che merita un ragionamento

Libretto, buoni ed ETF non sono alternative da scegliere “a sentimento”: rispondono a orizzonti diversi e spesso convivono nella stessa famiglia.

La domanda da farsi è semplice ma decisiva: tra quanti anni servirà questo denaro, e quanta oscillazione sono disposto ad accettare nel frattempo?
Le risposte cambiano da famiglia a famiglia. Per il metodo operativo, passo dopo passo, può aiutare anche la nostra guida su come investire per i figli passo dopo passo
.

Lo strumento su cui stai mettendo da parte per i tuoi figli è coerente con quando servirà il capitale?

I numeri li hai visti. La domanda è se l’orizzonte e l’importo che hai in mente combaciano con lo strumento che stai usando: verifichiamolo insieme, in modo indipendente.

AVVERTENZE

Articolo a finalità informative. Non costituisce sollecitazione all’investimento né consulenza personalizzata. Gli ETF investono in mercati che oscillano: i rendimenti passati non garantiscono quelli futuri e il capitale può ridursi. Libretto e buoni fruttiferi offrono un rendimento contenuto che può non proteggere dall’inflazione. Le aliquote fiscali e le regole ISEE sono aggiornate a maggio 2026: verifica i dati ufficiali prima di operare.

Domande frequenti

Se apri il libretto in forma dematerializzata, la carta ti viene rilasciata subito; se hai un libretto cartaceo, puoi chiederne la sostituzione con la versione dematerializzata. Non comporta costi di gestione.

Sono esclusi dal patrimonio mobiliare fino a 50.000 euro complessivi per nucleo familiare, insieme a titoli di Stato e libretti postali. Oltre quella soglia, l’eccedenza viene conteggiata.

Sì, gli interessi dei buoni fruttiferi postali sono tassati al 12,5%, l’aliquota agevolata dei titoli di Stato. È diversa dal 26% che si applica invece agli interessi del libretto postale.

Il rendimento di base è molto contenuto, vicino allo zero. È uno strumento di custodia del capitale, non di crescita: per far crescere il risparmio servono i buoni su orizzonti medi o un PAC in ETF su quelli lunghi.

Sì, il capitale dei buoni fruttiferi postali è garantito dallo Stato ed è sempre rimborsabile. La garanzia riguarda il capitale, non un rendimento elevato: per quello contano la durata e la serie sottoscritta.

A cura di Andrea Ballantini, Consulente Finanziario Indipendente iscritto all’Albo OCF con matricola: 627138

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