
3 Luglio 2026
PAC obiettivo università: quanto versare per i figli
L’università è una delle spese più importanti nella vita di un figlio, ma è anche una delle poche che puoi pianificare con largo anticipo. Questo la rende perfetta per un piano di accumulo (PAC): piccoli versamenti regolari che, nel tempo, costruiscono un capitale dedicato.
A differenza di una guida generale sul funzionamento di un PAC in ETF, qui partiamo dal traguardo: quanto serve per una laurea, quanto versare ogni mese per arrivarci e su quale conto farlo.
Quanto costa l’università e quanto serve mettere da parte?
Per uno studente fuori sede il costo si aggira tra 9.000 e 13.000 euro all’anno (fino a circa 19.000 nelle città più care), tra affitto, tasse, libri e vita quotidiana. Una parte rientra: il canone di locazione dà diritto a una detrazione IRPEF del 19% su un massimo di 2.633 euro di spesa (fonte: Agenzia delle Entrate, detrazioni per studenti fuori sede).
Da qui si ricava il capitale-obiettivo, il traguardo attorno a cui costruire il piano:
- una laurea di 3 anni fuori sede vale indicativamente 27.000-39.000 euro
- una laurea di 5 anni sale a 45.000-65.000 euro
Non serve centrare la cifra al primo colpo. Serve un bersaglio realistico, da rivedere strada facendo. È uno dei traguardi possibili della guida per investire per i figli.
Quanto versare al mese per centrare l’obiettivo

Con diciotto anni davanti, il tempo fa la parte più importante del lavoro: la cifra mensile necessaria è spesso più bassa di quanto si immagini. La tabella mostra quanto versare ogni mese per arrivare a un certo capitale netto a diciotto anni, secondo tre ipotesi di rendimento.
QUANTO VERSARE AL MESE PER 18 ANNI (CAPITALE NETTO)
| Obiettivo netto | Ipotesi 4% | Ipotesi 6% | Ipotesi 7% |
|---|---|---|---|
| 40.000 € (laurea 3 anni) | 139 €/mese | 118 €/mese | 109 €/mese |
| 50.000 € | 174 €/mese | 148 €/mese | 136 €/mese |
| 60.000 € (laurea 5 anni) | 208 €/mese | 177 €/mese | 163 €/mese |
Importi netti, già al netto del 26% sulla plusvalenza, su orizzonte di 18 anni. I rendimenti sono ipotesi di lavoro, non garanzie. Elaborazione Finanza Semplice SCF.
Letta al contrario, dice una cosa rassicurante: 150 euro al mese per 18 anni, con un rendimento ipotetico del 4-6%, valgono circa 43.000-51.000 euro netti. Conta più la costanza dei versamenti che il loro importo iniziale.
Quale strumento, e come viene tassato

Per un obiettivo a così lungo termine lo strumento più diffuso è un ETF azionario globale a basso costo, in versione ad accumulazione: reinveste in automatico i proventi, senza eventi fiscali ogni anno, per sfruttare al massimo l’interesse composto sui diciotto anni. La scelta del singolo ETF la trovi nel dettaglio nella guida al PAC in ETF per i figli, passo per passo.
COSA NON FA UN PAC PER L'UNIVERSITÀ
- Non garantisce il capitale: il valore oscilla, e nell'ultimo tratto va protetto dai ribassi
- Non è un libretto: serve un orizzonte lungo, non per soldi che useresti tra due anni
- Non azzera le imposte: sulla plusvalenza si paga il 26% (12,5% sulla quota in titoli di Stato)
Sul piano della fiscalità, la plusvalenza è tassata al 26% (ridotto al 12,5% sulla quota in titoli di Stato), a cui si aggiunge l’imposta di bollo dello 0,2% annuo.
Un dettaglio operativo conta molto vicino al traguardo: negli ultimi due o tre anni prima dell’università ha senso ridurre gradualmente il rischio, spostando parte del capitale su strumenti più stabili, per non farsi sorprendere da un ribasso proprio quando serve.
Su quale conto investire: il nodo del minore

Qui molte famiglie sbagliano per troppa fretta. Intestare il conto titoli al figlio minore rende il capitale formalmente suo, ma lo blinda: investire o prelevare somme dal patrimonio del minore è un atto di straordinaria amministrazione, che richiede l’autorizzazione del Giudice Tutelare (articolo 320 del Codice Civile).
Attenzione a un equivoco diffuso: i soldi sul conto del minore non si possono girare con leggerezza sul conto del genitore. Anche quel passaggio richiede il via libera del giudice, che ne stabilisce l’impiego.
La prassi più comune è perciò intestare il PAC a un genitore, destinandolo di fatto al figlio: si mantiene il pieno controllo della gestione, ma il capitale resta giuridicamente del genitore. Ai 18 anni il passaggio al ragazzo può avvenire come donazione (per le cifre tipiche, sotto la franchigia di un milione di euro, senza imposta). La scelta dipende da quanto vuoi che il fondo sia “intoccabile” e va fatta prima di aprire il piano. Per inquadrare la spesa nel quadro generale c’è quanto costa un figlio in Italia.
Un traguardo che si pianifica per tempo
L’università si vede arrivare da lontano, ed è proprio questo il suo lato buono: trasformata in un capitale-obiettivo e affrontata con un piano regolare, smette di essere un’emergenza e diventa una voce gestibile del bilancio di famiglia. La cifra mensile è alla portata di molti, a patto di partire presto.
La domanda da farsi non è “ce la farò”, ma “sto versando abbastanza, sullo strumento e sul conto giusti, per arrivarci?”.
AVVERTENZE
Articolo a finalità informative. Non costituisce consulenza personalizzata. I costi universitari variano per città e ateneo e vanno verificati alla fonte. Le simulazioni si basano su ipotesi di rendimento e non sono garanzie: i mercati azionari possono subire ribassi, soprattutto sul breve periodo, per questo l’orizzonte deve essere lungo e il rischio va ridotto in prossimità dell’obiettivo. La gestione dei beni intestati a un minore è soggetta a regole di tutela specifiche.
Domande frequenti
A cura di Andrea Ballantini, Consulente Finanziario Indipendente iscritto all’Albo OCF con matricola: 627138
