
9 Luglio 2026
Conto corrente figli: a chi intestarlo e l’errore da evitare
Un bonifico del nonno per il battesimo, la prima paghetta da mettere al sicuro: il conto corrente per i figli entra in famiglia quasi sempre così.
E porta con sé la domanda: lo intesto a lui o lo tengo a nome mio?
Meglio rispondere prima di andare allo sportello: quei soldi, una volta versati, non sono più liberamente tuoi.
Conto corrente figli: come funziona davvero?
Il conto è intestato a tuo figlio, mentre ad aprirlo e movimentarlo sei tu, come suo rappresentante legale (la persona che agisce per suo conto fino ai 18 anni).
Aprire e versare rientrano nell’ordinaria amministrazione, la gestione quotidiana che conserva il patrimonio senza modificarlo. Ciascun genitore può procedere da solo, senza autorizzazioni.
L’operatività cresce con lui. Sul libretto postale per i minori la carta collegata alza i limiti con l’età, fino a 30 euro di prelievo al giorno dai 12 anni e 50 dai 14 (fonte: Poste Italiane, foglio informativo 2026). Nei conti bancari under 18 la logica è la stessa: canone zero, controllo dei genitori, niente conto titoli.
Fin qui nessun ostacolo. Il punto delicato arriva quando i soldi devono uscire.
Puoi riprenderti i soldi versati sul conto di tuo figlio?

Da questa domanda nasce il più costoso tra gli errori di chi mette da parte per i figli: trattare il conto del bambino come il salvadanaio di famiglia.
La legge dice altro. L’articolo 320 del codice civile stabilisce che «i capitali non possono essere riscossi senza autorizzazione del giudice tutelare, il quale ne determina l’impiego». Il giudice tutelare è il giudice che presso ogni tribunale vigila sugli interessi dei minori: valuta se il prelievo serve davvero a tuo figlio e a cosa destinare la somma.
In pratica: puoi versare quando vuoi, ma per prelevare serve un giudice che verifichi che il denaro serva davvero a tuo figlio.
Vale anche per il gesto che sembra più innocuo, girare i soldi dal conto del bambino al tuo. Un prelievo senza autorizzazione è annullabile, cioè può essere privato di effetti in tribunale.
Per investirli in ETF o fondi servono sia la firma di entrambi i genitori sia l’autorizzazione del giudice, perché l’investimento modifica il patrimonio invece di conservarlo.
CONTO INTESTATO AL MINORE: QUANDO SERVE IL GIUDICE TUTELARE
| Operazione | Serve l'autorizzazione? |
|---|---|
| Aprire il conto o il libretto | No: basta un genitore |
| Versare (paghette, regali, bonifici) | No |
| Prelevare o girare i soldi al genitore | Sì: autorizzazione del giudice tutelare |
| Investire in ETF o fondi | Sì: giudice + entrambi i genitori |
Riferimento: art. 320 del codice civile. Le prassi operative dei singoli uffici del giudice tutelare possono variare.
Il bonifico del nonno, una volta accreditato, è patrimonio di tuo figlio. Tu lo amministri, non ne disponi.
Quanto rende un conto intestato a un minore?

Poco, ed è la seconda cosa da sapere prima di aprirlo.
Il riferimento è il libretto postale dedicato ai minori: tasso base 0,01% annuo lordo (fonte: avviso condizioni CDP/Poste, 20 giugno 2026), interessi tassati al 26% come quelli di un conto corrente (non al 12,5% dei titoli di Stato), bollo da 34,20 euro l’anno sopra i 5.000 euro di giacenza media, saldo massimo 15.000 euro.
Tradotto in cifre, 5.000 euro fermi dodici mesi maturano 0,50 euro lordi di interessi, che diventano 0,37 dopo le tasse. L’inflazione al ritmo del 2025 (+1,5%, fonte: ISTAT) toglie intanto alla stessa somma circa 75 euro di potere d’acquisto.
I buoni fruttiferi per minori rendono di più (fino al 5% lordo a scadenza per i più piccoli, serie da maggio 2026, tassati al 12,5%), ma riscattarli prima dei 18 anni richiede la stessa autorizzazione. Messi in fila, libretto postale, buoni fruttiferi ed ETF per i figli si distinguono più per il vincolo sul capitale che per il rendimento.
COSA NON FA IL CONTO INTESTATO A TUO FIGLIO
- Non è un investimento: il tasso è vicino allo zero
- Non protegge il capitale dall'inflazione
- Non resta a disposizione del genitore: i versamenti diventano del minore
- Non evita il giudice tutelare per prelievi e investimenti
Il conto di tuo figlio è un contenitore per educare al denaro. Il capitale, per crescere, chiede altri strumenti.
Intestare il conto al figlio o tenerlo a tuo nome?

Non esiste una scelta giusta per tutti: dipende dall’obiettivo e dal grado di libertà che vuoi mantenere.
Intestare il conto a tuo figlio ha senso se:
- l’obiettivo è educativo: paghetta, carta con limiti, autonomia sorvegliata
- quei soldi sono suoi per definizione, come i regali dei nonni
- vuoi la certezza che nessuno possa distrarli
Meglio accantonare a tuo nome se:
- l’obiettivo è un capitale per i suoi 18 anni: università, prima casa
- vuoi investire e correggere il piano senza chiedere autorizzazioni
- preferisci decidere tu tempi e modi del passaggio
Il vincolo del giudice ha però un’altra faccia: garantisce che quei soldi restino davvero di tuo figlio. Se il punto è proteggere un regalo importante fino alla maggiore età, quel vincolo lavora per te.
A 18 anni le strade si ricongiungono: il conto intestato passa nelle sue mani senza passaggi fiscali, i risparmi a tuo nome si trasferiscono con una donazione, sotto il milione di euro di franchigia per figlio: imposta zero (fonte: Agenzia delle Entrate). Da lì l’intestazione è la prima delle scelte per investire per i figli: pesano di più strumento, orizzonte e costi.
La scelta viene prima del conto
Il conto intestato a tuo figlio fa bene una cosa sola: insegnargli a maneggiare il denaro dentro binari sicuri. Il capitale per il suo futuro chiede strumenti che rendono e un’intestazione decisa prima del primo versamento.
La prossima volta che il nonno chiede l’IBAN, quale gli darai?
AVVERTENZE
le regole sui beni dei minori si applicano caso per caso e le prassi dei singoli tribunali possono differire: per operazioni rilevanti sul patrimonio di un minore valuta il confronto con un professionista. Le scelte finanziarie comportano rischi: prenditi il tempo di decidere con consapevolezza.
Domande frequenti
A cura di Andrea Ballantini, Consulente Finanziario Indipendente iscritto all’Albo OCF con matricola: 627138
