
4 Luglio 2026
Quanto costa un figlio in Italia nel 2026: da 118 a 175 mila €
Quanto costa un figlio in Italia? Chiederselo non serve a spaventarsi, ma a capire l’ordine di grandezza e prepararsi con serenità. Le stime più aggiornate parlano di una cifra tra i 118.000 e oltre 175.000 euro da 0 a 18 anni, variabile in base al reddito familiare.
Non è un conto che deve spaventare: è uno strumento per organizzarsi con lucidità.
Conoscere la cifra, capire quanto pesa l’aiuto pubblico e sapere dove la spesa si concentra è il primo passo per arrivare pronti ai momenti più impegnativi, università compresa.
Quanto costa davvero un figlio da 0 a 18 anni?
Non esiste un numero unico, perché la spesa dipende dal reddito e dallo stile di vita della famiglia. Le due stime più citate danno comunque un quadro coerente.
Il Moige, nel 2025, stima una media intorno ai 156.000 euro (con un intervallo da 107.000 a 205.000). L’Osservatorio Federconsumatori, scomponendo per reddito, va da circa 118.000 euro per i redditi bassi a 175.643 euro per quelli medi, fino a oltre 321.000 euro per i redditi alti.
COSTO DI UN FIGLIO 0-18 ANNI, PER FASCIA DI REDDITO
| Reddito familiare | Costo totale 0-18 anni | In media all'anno |
|---|---|---|
| Basso | circa 118.000 € | circa 6.600 € |
| Medio | circa 175.600 € | circa 9.800 € |
| Alto | oltre 321.000 € | oltre 17.800 € |
Fonte: Osservatorio Nazionale Federconsumatori (dati 2020). Stima alternativa Moige 2025: media circa 156.000 €. Le cifre crescono con l'inflazione: vanno lette come ordine di grandezza.
Per dare un contesto, la spesa media mensile di una famiglia italiana nel 2024 è stata di 2.755 euro (fonte: ISTAT, spese per consumi delle famiglie). Un figlio incide su quasi tutte le voci, dall’abitazione all’alimentazione.
Le fasi più costose, dalla culla in poi

Il primo anno di vita assorbe da solo tra 7.400 e 17.600 euro, tra attrezzatura, nido ed eventuale baby-sitter.
Poi la spesa sale con l’età: per fasce, fino a circa 25.000 euro nei primi tre anni, tra 28.000 e 48.000 euro dai 6 agli 11 anni e tra 45.000 e 74.000 euro dai 12 ai 18 (fonte: Federconsumatori). Cala il peso del nido, crescono sport, tecnologia, istruzione e trasporti. Le voci più pesanti restano sempre due, abitazione e alimentazione, che insieme valgono quasi la metà del totale.
La fase più cara, però, arriva alla fine: gli anni dell’università, soprattutto per uno studente fuori sede, sono spesso i più impegnativi di tutti. È il traguardo per cui conviene farsi trovare pronti.
Quanto aiuta lo Stato? L’Assegno Unico 2026

L’Assegno Unico Universale è il principale sostegno pubblico. Nel 2026 va da un minimo di 58,30 euro a un massimo di 203,80 euro al mese per ogni figlio minore, in base all’ISEE (fonte: INPS, importi Assegno Unico 2026).
Conviene rovesciare la prospettiva e guardare quanto pesa sul totale.
L’Assegno Unico è un aiuto reale, ma copre solo una parte del costo complessivo. Anche all’importo massimo, in 18 anni arriva a circa 44.000 euro, poco più di un quarto della spesa totale: il resto resta a carico della famiglia e va pianificato.
Perché iniziare presto fa la differenza

C’è una variabile che lavora a tuo favore solo se la sfrutti per tempo: gli anni.
Più l’obiettivo è lontano, più piccola è la cifra che serve mettere da parte ogni mese, perché il tempo lascia spazio alla crescita degli interessi. Aspettare costa in due modi: meno anni di crescita per i risparmi e più erosione dell’inflazione, che fa salire il costo della vita anno dopo anno.
C’è poi un errore silenzioso, lasciare tutto fermo sul conto. Con l’inflazione media del 2025 (+1,5%) e un conto che rende quasi nulla, 100.000 euro fermi perdono circa 1.200 euro di potere d’acquisto in un anno. Per obiettivi lontani come l’università, mettere a frutto i risparmi conta quanto accantonarli.
ERRORI TIPICI QUANDO SI METTE DA PARTE PER I FIGLI
- Tenere tutto sul libretto a tasso quasi nullo, dove l'inflazione erode il valore
- Aspettare "il momento giusto" invece di partire presto con cifre piccole
- Non distinguere la spesa corrente dall'obiettivo di lungo periodo (la culla dall'università)
Il modo per trasformare il tempo in capitale è un piano regolare. Lo abbiamo spiegato nella guida per investire per i figli e nel dettaglio operativo su come investire per i figli.
Per il traguardo più costoso c’è il percorso dedicato a costruire un capitale per l’università.
Prepararsi vale più che spaventarsi
Un figlio costa quanto una casa di media città, distribuito però su diciotto anni. Vista così, la cifra smette di spaventare e diventa un piano: conoscere l’ordine di grandezza, sapere che l’aiuto pubblico copre circa un quarto e iniziare presto a mettere da parte per gli obiettivi lontani.
La domanda giusta non è “quanto costa”, ma “sto accantonando abbastanza, e nel modo giusto, per arrivarci sereno?”.
AVVERTENZE
Articolo a finalità informative. Non costituisce consulenza personalizzata. Le stime sul costo di un figlio variano per fonte, anno e reddito familiare e vanno lette come ordine di grandezza. Gli importi dell’Assegno Unico dipendono dall’ISEE e sono soggetti ad aggiornamenti annuali: verifica il valore aggiornato sul simulatore INPS. Mettere a frutto i risparmi comporta dei rischi e richiede un orizzonte temporale adeguato.
Domande frequenti
A cura di Andrea Ballantini, Consulente Finanziario Indipendente iscritto all’Albo OCF con matricola: 627138
