
2 Giugno 2026
Inflazione vs liquidità: il costo di non investire
Le famiglie italiane tengono ferme sui conti correnti circa 1.450 miliardi di euro (Banca d’Italia). È la partita silenziosa che si gioca ogni mese e che la maggior parte di noi perde senza accorgersene.
Con l’inflazione tornata al 2,7% ad aprile 2026 (ISTAT) e un conto corrente che rende lo 0,21% netto, su 100.000€ fermi si perdono circa 2.490€ l’anno di potere d’acquisto.
Senza un addebito, senza un estratto conto che lo segnali.
Quanto costa davvero lasciare 100.000€ fermi sul conto?

L’inflazione lavora come un costo nascosto: non vedi una commissione, ma la differenza tra cosa puoi comprare oggi e cosa potrai comprare tra cinque anni si misura al supermercato.
Quanto costa la liquidità ferma — inflazione 2,7%
| Importo fermo | Perdita in 1 anno | Perdita cumulata in 5 anni |
|---|---|---|
| 10.000€ | 249€ | 1.245€ |
| 50.000€ | 1.245€ | 6.225€ |
| 100.000€ | 2.490€ | 12.450€ |
Calcolo: differenza tra rendimento netto del conto corrente (0,21%) e inflazione tendenziale (2,7%) su orizzonte semplice non capitalizzato. Fonte: ISTAT, aprile 2026.
Su cinque anni, su 100.000€, sono 12.450€ che svaniscono.
È il prezzo nascosto del fare niente ed è quasi raddoppiato rispetto a un anno fa, quando l’inflazione viaggiava intorno all’1,5%.
Il meccanismo: cos’è il rendimento reale

Il rendimento reale è l’unico numero che conta: tutto il resto è marketing.
È la differenza tra quanto rende uno strumento, al netto di tasse, costi e inflazione.
Solo quando questa differenza è positiva il capitale aumenta il suo potere d’acquisto.
Un esempio: un rendimento del 4% netto con inflazione al 6% è una perdita reale, mentre rendimento del 2% netto con inflazione all’1% è un guadagno reale.
Conta il segno della differenza, non il numero grande.
Il conto corrente medio allo 0,21% netto, contro inflazione al 2,7%, ha un rendimento reale di circa meno 2,5 punti l’anno: il valore reale del capitale scende a ogni dodici mesi che passano.
Come lavoriamo noi di Finanza Semplice SCF
Aiutiamo i clienti a calcolare quanta liquidità ha senso tenere ferma, su quale strumento metterla in base all’orizzonte e quanto del patrimonio sta perdendo valore ogni anno. La nostra analisi è indipendente e priva di conflitti di interesse: nessun prodotto da collocare, nessuna retrocessione, solo un fee fisso annuo trasparente.
Inflazione Italia 2026: i dati ISTAT aggiornati
Dopo essere scesa sotto il 2% a inizio anno, l’inflazione italiana è risalita al 2,7% tendenziale ad aprile 2026 (ISTAT), trainata soprattutto dai prezzi dell’energia.
L’inflazione di fondo, al netto di energia e alimentari freschi, è più contenuta (intorno all’1,6%), ma sul potere d’acquisto della liquidità ferma pesa il dato complessivo.
La direzione, rispetto al 2025, si è invertita: chi aveva archiviato l’inflazione come un problema superato si ritrova un costo della liquidità ferma di nuovo in crescita.
Conto deposito, BOT, ETF monetari: chi batte l’inflazione?

Per la liquidità che non deve restare immobile esistono strumenti che riducono o annullano la perdita. Vanno letti sempre in chiave di rendimento reale netto e spesso la differenza la fa la fiscalità: su 50.000€ al 3% lordo per un anno, un BOT tassato al 12,5% lascia circa 1.310€ netti, un conto deposito tassato al 26% circa 1.110€.
Stesso lordo, circa 200€ di scarto a favore del titolo di Stato.
Chi batte l'inflazione — rendimento reale netto 2026
| Strumento | Lordo | Tassazione | Reale (vs 2,7%) |
|---|---|---|---|
| Conto corrente | 0,29% | 26% + bollo | -2,5% |
| ETF monetari | ~2,0% | 26% (12,5% sui TdS) | -1,2% |
| BOT 12 mesi | 2,70% | 12,5% | -0,3% |
| Conto deposito vincolato 36m | 4,5% | 26% + bollo | +0,4% |
Stime su orizzonte semplice. Fonti: BCE (tasso depositi aprile 2026), MEF (asta BOT maggio 2026), rassegna conti deposito maggio 2026, ISTAT.
Qui sta la novità del 2026: con l’inflazione al 2,7%, quasi nessuno strumento di pura liquidità la batte al netto.
BOT, ETF monetari e conto deposito a 12 mesi riducono molto la perdita, ma restano poco sotto lo zero reale; solo un vincolato lungo alle punte di mercato torna positivo, bloccando però il capitale per anni.
La conclusione non è cercare lo strumento perfetto, ma riconoscere che la liquidità in eccesso va investita.
Per organizzarla per orizzonte trovi tutto nella guida 2026 alla liquidità; lo stesso fenomeno che erode i risparmi alimenta la rivalutazione delle pensioni, e per ciò che eccede conviene costruire un portafoglio.
AVVERTENZE
I rendimenti indicati sono lordi salvo dove specificato e si riferiscono a dati di mercato di maggio 2026, soggetti a variazione. Le scelte sulla liquidità comportano valutazioni personali su obiettivi e orizzonte temporale. Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza personalizzata: prima di muovere somme importanti, valuta alternative, costi e rischi con consapevolezza.
Domande frequenti
A cura di Andrea Ballantini, Consulente Finanziario Indipendente iscritto all’Albo OCF con matricola: 627138
