
30 Settembre 2026
S&P 500 vicino ai massimi: bolla o crescita sostenibile?
A cura di Nicolò Porta, Consulente Finanziario Indipendente iscritto all’Albo OCF con matricola: 637732
Il vero problema non è il mercato sui massimi.
Il vero rischio è farsi paralizzare dalla paura di una fantomatica bolla e rimanere fermi alla finestra, perdendosi le fasi di rialzo più redditizie.
Se andiamo a guardare i numeri veri, e non il rumore di fondo che si legge in giro, la storia che raccontano i flussi di capitale è completamente diversa.
L’attuale contesto geopolitico, con la situazione mediorientale in primis che è in stallo, e le continue tensioni sui prezzi dell’energia mantengono alte le aspettative di inflazione, complicando i piani delle banche centrali sui tassi. Ma l’idea che un quadro geopolitico teso e tassi elevati debbano per forza far crollare le azioni è un retaggio del passato. Nel ciclo attuale, la spinta rialzista è sostenuta da una solida tenuta dei fondamentali aziendali.

Analizzando i dati su utili e valutazioni (grafico n°1, dati al 21 settembre), la natura del rally appare molto chiara:
- I Forward Earnings (gli utili attesi) sono in forte rialzo (+28,3%).
- Il prezzo dell’indice segue questo trend (+13,4%).
- E il rapporto prezzo/utili (il multiplo di valutazione) è in realtà sceso dell’11,6%.
Cosa significa in parole semplici?
Che il mercato non sta pagando le azioni a caro prezzo per pura speculazione.
L’indice sale perché le società stanno facendo più utili. Non siamo di fronte a una bolla di valutazioni, ma a un mercato guidato dai profitti.

“Eh, ma salgono solo le Big Tech!”.
Altra obiezione classica. Nel grafico numero 2 (dati al 11 settembre) notiamo come le cosiddette Magnifiche 7 facciano da traino con una crescita straordinaria, ma è importante sottolineare che si tratta di stime (dati forward): le previsioni indicano un’espansione degli utili del +57% per il 2026.
Ma se estendiamo lo sguardo a tutto l’indice, quindi alle altre 493 aziende, vediamo che si sta uscendo dalla fase di contrazione, proiettando una ripresa dei profitti stimata fino al +23%.
La redditività non è più un affare riservato alle solite note: si sta gradualmente allargando a tutto il listino.
Ma in che settori vanno i capitali?

Basta guardare la mappa degli undici settori (grafico n°3, dati al 25 settembre) per capire la direzione: da inizio anno tecnologia ed energia sono al comando, rispettivamente con rialzi superiori al +30% e al +35%. Al netto del comparto energetico, spinto principalmente dalle tensioni geopolitiche, i grandi investitori guardano alla tenuta dei bilanci. È vero che molte società stanno affrontando enormi investimenti in conto capitale (il famoso CapEx) per infrastrutture che assorbono parecchia liquidità nell’immediato, ma il mercato sta premiando chi dimostra di saper proteggere i propri margini e fare profitti, anche in questo contesto di tassi elevati.
Cosa ci portiamo a casa da tutto questo?
I dati ci dicono che ci troviamo di fronte a una crescita sostenuta dai fondamentali, non a una bolla pronta a esplodere.
Tentare di acquistare i settori deboli sperando in un recupero si dimostra storicamente penalizzante rispetto al seguire passivamente l’indice.
Le correzioni di breve termine faranno sempre parte del percorso, ma se l’orizzonte temporale è ben pianificato e la revisione degli utili rimane positiva, la struttura del trend di fondo resta intatta.
Prima di farsi prendere dall’impulso di scappare, impariamo a leggere la realtà con lucidità.
Perché nei mercati, come nella vita, le decisioni migliori si prendono con una strategia chiara, non facendosi guidare dalla paura.
E tu hai una strategia per il tuo portafoglio?
AVVERTENZE
i dati citati in questo articolo sono aggiornati alle date indicate nei grafici e comprendono stime sugli utili futuri, che per loro natura possono non realizzarsi. I rendimenti passati e le proiezioni non sono indicativi di quelli futuri. Le considerazioni esposte hanno finalità informative e non sono raccomandazioni personalizzate: ogni scelta di investimento va valutata sul profilo di rischio, sull’orizzonte temporale e sugli obiettivi personali.
