Comprare BOT e BTP in asta: come si prenota e cosa si paga

5 Settembre 2026

Comprare BOT e BTP in asta: come si prenota e cosa si paga

Come si prenotano BOT e BTP in asta? La procedura presenta una caratteristica assente nel mercato secondario: l’importo viene indicato prima che il prezzo sia determinato.

L’asta è il mercato primario, dove i titoli di Stato nascono. Date, importi minimi e costi sono pubblicati in anticipo.

Chi sono i soggetti che partecipano alla seduta d’asta dei titoli di Stato?

Comprare BOT e BTP in asta: come si prenota e cosa si paga

I titoli di Stato vengono collocati in asta alla loro emissione: questo vale per tutti i titoli, dai BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) ai BTP (Buoni del Tesoro Poliennali). La seduta si svolge presso la Banca d’Italia, per conto del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze).

Vi partecipano soltanto gli intermediari istituzionali autorizzati. Gli specialisti in titoli di Stato, gli operatori con obblighi di sottoscrizione verso il Tesoro, si aggiudicano mediamente oltre il 90% di ogni emissione. Il risparmiatore non partecipa alla seduta: effettua la prenotazione tramite un intermediario autorizzato (banca, posta, società di intermediazione mobiliare o broker).

Servono un importo minimo di 1.000 euro e almeno un giorno di anticipo sulla data d’asta (fonte: MEF, Investire in Titoli di Stato).

Il calendario annuale del Tesoro elenca quali titoli di Stato si comprano in asta: BOT a sei e dodici mesi e BTP di varie scadenze.

L’operazione corretta è una prenotazione: si specifica la quantità, non il prezzo.

Asta competitiva o asta marginale: perché il prezzo cambia

La sequenza è la stessa per tutti i titoli. Il MEF annuncia caratteristiche e quantitativi con un comunicato stampa alcuni giorni prima dell’asta. Gli operatori presentano le richieste entro le ore 11 del giorno d’asta e l’assegnazione parte da quelle più convenienti per l’emittente. Cambia la rigidità dell’importo: sui BOT il comunicato indica una cifra fissa, sui titoli a medio-lungo termine una forchetta fra un minimo e un massimo, dentro la quale il Tesoro decide in asta l’importo definitivo.

Per i BOT si applica l’asta competitiva basata su richieste espresse in termini di rendimento, non di prezzo. Ogni richiesta accolta è aggiudicata al tasso che l’operatore ha offerto. L’asta si chiude quindi con una molteplicità di tassi, sui quali la Banca d’Italia calcola il rendimento medio ponderato e il prezzo medio ponderato.

Sui BTP e sugli altri titoli a medio-lungo termine si applica l’asta marginale: tutte le richieste accolte sono aggiudicate allo stesso prezzo, il meno elevato fra quelli offerti dagli aggiudicatari. La quantità emessa, in questo caso, non è fissata in anticipo.

In entrambi i meccanismi, chi sottoscrive non presenta alcuna offerta. Sul BOT riceve il prezzo medio ponderato, che per decreto l’intermediario è obbligato a garantire alla clientela. Sul BTP riceve il prezzo marginale, identico a quello degli operatori.

La quantità è definita dal sottoscrittore, mentre il prezzo è stabilito dall’esito dell’asta (fonte: MEF, Aste Titoli di Stato).

DUE MECCANISMI D'ASTA A CONFRONTO

Voce BOT BTP e titoli a medio-lungo termine
Tipo di asta Competitiva, in termini di rendimento Marginale
Su cosa presentano le richieste gli operatori Sul rendimento Sul prezzo
Prezzo pagato dagli operatori Quello corrispondente al tasso che ciascuno ha offerto Lo stesso per tutti gli assegnatari
Quantità emessa Annunciata prima dell'asta Fra un minimo e un massimo annunciati
Commissioni a carico di chi sottoscrive Tetto massimo fissato per decreto Nessuna provvigione di collocamento
Prezzo che riceve il risparmiatore Prezzo medio ponderato d'asta Prezzo marginale

Sul BOT il prezzo medio ponderato è calcolato dalla Banca d'Italia sui tassi aggiudicati ed è garantito alla clientela per decreto. Fonte: MEF, Dipartimento del Tesoro, «Aste Titoli di Stato».

Le quattro date di ogni asta

Comprare BOT e BTP in asta: come si prenota e cosa si paga

Ogni asta si svolge su quattro passaggi pubblici. Il primo è la comunicazione al mercato, con cui il MEF annuncia i titoli in emissione, i quantitativi offerti e le date. Seguono la presentazione delle domande, il giorno d’asta e il regolamento.

Sui BTP cade due o tre giorni lavorativi dopo l’asta.

Sui BOT coincide di regola con la scadenza dei BOT precedenti, per facilitarne il reinvestimento. Sulla prima tranche è anche la data di emissione. Il BOT però non paga cedole, quindi da quella data non matura alcun rateo: ciò che conta per chi sottoscrive è il prezzo di aggiudicazione.

La sequenza delle date segue una cadenza regolare. I BOT a dodici mesi vanno in asta a metà mese, quelli a sei mesi a fine mese, i titoli a medio-lungo termine di norma due volte al mese.

Per esempio, sul BOT annuale di settembre 2026 le date sono: comunicazione venerdì 4 settembre, domande martedì 8, asta mercoledì 9, regolamento lunedì 14 settembre. Le date possono essere aggiornate dal MEF in base alle esigenze di finanziamento.

Un elemento rilevante riguarda il termine di prenotazione, che può essere anticipato dall’intermediario, secondo la sua procedura di raccolta ordini. La data del MEF è il limite esterno: quella dell’intermediario può cadere prima.

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Quanto costa comprare BOT e BTP in asta?

In asta non è prevista alcuna provvigione di collocamento, con una sola eccezione: i BOT. Il Decreto del 15 gennaio 2015 fissa un tetto alla commissione di sottoscrizione, in percentuale del capitale: 0,03% fino a 80 giorni, 0,05% da 81 a 140, 0,10% da 141 a 270, 0,15% da 271 giorni in su.

Un BOT annuale supera i 271 giorni, quindi il tetto è lo 0,15%: in un esempio didattico su 10.000 euro nominali sono 15 euro, che si aggiungono al prezzo medio ponderato d’asta. È un tetto, non una tariffa: sotto quel limite l’importo lo stabilisce l’intermediario.

Sui BTP in asta non si paga alcuna commissione. Il quadro cambia quando si sceglie di comprare un BTP sul mercato secondario: le commissioni sono libere, indicate in trasparenza e negoziabili. Si aggiunge lo spread denaro-lettera, la distanza fra prezzo di acquisto e di vendita.

È legittimo chiedersi come sia possibile prenotare senza conoscere il prezzo finale. In realtà, questa è la condizione che rende l’asta il canale più efficiente dal punto di vista dei costi: quel prezzo si forma all’ingrosso, senza lo spread di ogni scambio in borsa.

Come si legge l’esito d’asta pubblicato dal MEF

Comprare BOT e BTP in asta: come si prenota e cosa si paga

A collocamento concluso il Tesoro pubblica il comunicato di esito: importo offerto dal Tesoro, richiesto e assegnato, rapporto di copertura, prezzo medio ponderato (o marginale) col rendimento corrispondente, data di regolamento.

All’asta del 12 agosto 2026 il Tesoro ha assegnato l’intero importo offerto, 8.000 milioni di euro di BOT a dodici mesi, a fronte di richieste per 11.572 milioni. Il rapporto di copertura, cioè il richiesto diviso l’offerto, è stato 1,45, con un prezzo medio ponderato di 97,277 e un rendimento medio ponderato del 2,768%.

In quel prezzo è contenuto lo scarto d’emissione, la differenza fra prezzo d’asta e valore di rimborso alla pari: 2,723 per 100 di nominale. Sui 10.000 dell’esempio lo scarto vale 272,30 euro lordi, incassati a scadenza. Da quel valore parte ogni ragionamento su quanto rende un BOT a 12 mesi.

Il riparto pro-quota non compare nel comunicato ma incide sulla singola prenotazione. Se le richieste all’ultimo rendimento aggiudicatario (o al prezzo marginale) eccedono la quantità residua, vengono soddisfatte in proporzione, quindi una prenotazione può essere eseguita solo in parte.

Un rapporto di copertura superiore a 1 indica la domanda degli operatori, non la convenienza del titolo per il sottoscrittore.

ERRORI TIPICI DI CHI PRENOTA PER LA PRIMA VOLTA

  • Prenotare il giorno stesso dell'asta: il termine dell'intermediario può cadere prima di quello indicato dal MEF.
  • Attendere la conferma come se fosse un ordine di borsa: l'esito arriva a collocamento concluso, non in tempo reale.
  • Dare per scontato che l'importo prenotato venga assegnato per intero, senza considerare il riparto pro-quota.
  • Confondere la data d'asta con quella di regolamento, il giorno in cui si paga il titolo: sul BOT conta il prezzo di aggiudicazione, non un rateo di interessi.
  • Cercare le commissioni d'asta su un BTP (dove non sono previste) e non verificarle sul BOT, dove il tetto esiste ma nulla obbliga l'intermediario ad azzerare la commissione.

Il meccanismo è la parte prevedibile

Della procedura si conosce quasi tutto in anticipo: le quattro date, l’importo minimo, il tetto commissionale sui BOT, la regola sul prezzo che arriva a chi sottoscrive. Restano variabili il livello di quel prezzo e la quota assegnata: entrambi si definiscono nella seduta.

La valutazione centrale riguarda la somma prenotata e il suo ruolo nel patrimonio complessivo.

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AVVERTENZE

nella prenotazione in asta il prezzo di aggiudicazione non è noto in anticipo e viene determinato dalla seduta. L’assegnazione può risultare parziale per effetto del riparto pro-quota. La vendita prima della scadenza avviene ai prezzi di mercato del momento e può comportare un incasso inferiore alla somma investita. Ogni decisione d’investimento richiede valutazioni personali su obiettivi e orizzonte temporale.

Domande frequenti

A scadenza il rimborso avviene alla pari, al valore nominale del titolo. Il rischio si manifesta sulla vendita anticipata: prima della scadenza vale il prezzo di mercato, che può risultare inferiore alla somma investita.

Si applica il riparto pro-quota: le richieste presentate all’ultimo livello aggiudicato vengono accolte in proporzione. La somma non impegnata resta disponibile per un’asta successiva o per un acquisto sul mercato secondario.

Sul BOT chi sottoscrive riceve il prezzo medio ponderato dell’asta, che l’intermediario è obbligato per decreto a garantire, mentre ciascun operatore paga il prezzo corrispondente al tasso che ha offerto. Sul BTP il prezzo marginale è identico per tutti gli assegnatari.

In asta il Tesoro colloca debito di nuova emissione e raccoglie le risorse che gli servono. Sul MOT (Mercato Telematico delle Obbligazioni) si scambiano titoli già emessi, a prezzi che cambiano durante la giornata di borsa.

A cura di Andrea Ballantini, Consulente Finanziario Indipendente iscritto all’Albo OCF con matricola: 627138

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