Come comprare un BTP: guida pratica in asta e sul MOT

Come comprare un BTP: guida pratica in asta e sul MOT

Hai deciso: una parte dei risparmi va in un BTP. La domanda ora è operativa: come comprare un BTP, in concreto, partendo da zero?

È il punto in cui si ferma chi lo fa per la prima volta, ed è normale: la procedura è semplice, ma poco raccontata. Bastano un conto titoli, un codice e 1.000 euro. Il resto è scegliere il canale e leggere bene il prezzo.

Cosa serve per comprare un BTP?

Come comprare un BTP: guida pratica in asta e sul MOT

Per comprare un BTP servono tre cose: un conto titoli attivo, il codice ISIN del titolo scelto e almeno 1.000 euro di valore nominale.

Il conto titoli (o deposito amministrato) è il contenitore dove i titoli vengono custoditi. Si apre presso un intermediario autorizzato, quindi banca, ufficio postale, SIM o broker online, e affianca il normale conto corrente.

L’ISIN è il codice che identifica il singolo titolo: è la targa dell’obbligazione. Due BTP con scadenze vicine possono sembrare gemelli, ma l’ISIN toglie ogni ambiguità al momento dell’ordine.

Il taglio minimo è 1.000 euro di valore nominale, si sale per multipli. Questa guida dà per acquisito il vocabolario di base: se cedola, scadenza e rimborso non ti sono familiari, parti da cosa sono e come funzionano davvero i BTP, poi torna all’ordine.

Asta, mercato secondario o collocamento: le tre strade

Come comprare un BTP: guida pratica in asta e sul MOT

La prima strada è l’asta, il mercato primario. Il MEF emette i titoli con aste periodiche e tu prenoti presso il tuo intermediario, di norma entro il giorno precedente.

Il dettaglio che sorprende: prenoti senza conoscere il prezzo di aggiudicazione, che si forma solo a collocamento concluso.

La seconda è il mercato secondario: il MOT (Mercato Telematico delle Obbligazioni) di Borsa Italiana, dove i titoli già emessi si scambiano in ogni giornata di borsa, dalle 9:00 alle 17:30, ai prezzi correnti. È la via di chi vuole scegliere scadenza e prezzo in tempo reale.

La terza vale solo per i titoli retail come BTP Valore e BTP Italia: una finestra di collocamento dedicata, con acquisto alla pari (prezzo 100) e senza commissioni di sottoscrizione.

Non esiste un canale migliore in assoluto: dipende da quanto controllo vuoi sul prezzo e da quale titolo stai cercando.

Il calendario delle aste è pubblicato dal MEF, Dipartimento del Tesoro e le date possono essere aggiornate in base alle esigenze di finanziamento. La procedura vale per tutti i titoli di Stato della guida a BTP e obbligazioni: cambiano cedole e scadenze, non il meccanismo d’acquisto.

LE TRE STRADE PER COMPRARE UN BTP

Canale Quando si compra Prezzo Commissioni
Asta (primario) Prenotazione entro il giorno prima dell'asta Noto solo a collocamento concluso Nessuna provvigione di collocamento per i BTP
MOT (secondario) Ogni giornata di borsa, 9:00-17:30 Di mercato, in tempo reale (tel quel) Negoziazione dell'intermediario + spread denaro-lettera
Collocamento retail Solo nella finestra dedicata (BTP Valore, BTP Italia) Fisso: 100 (alla pari) Nessuna di sottoscrizione

Fonte: MEF, Dipartimento del Tesoro e Borsa Italiana, 2026. Le date delle aste possono essere aggiornate dal MEF.

Come lavoriamo noi di Finanza Semplice SCF

Siamo una Società di Consulenza Finanziaria Indipendente iscritta all’Albo OCF.
Veniamo pagati solo dai nostri clienti, mai dalle case prodotto: non collochiamo titoli né prodotti e non riceviamo retrocessioni.

La nostra analisi è indipendente e priva di conflitti di interesse: quando analizziamo i tuoi investimenti guardiamo solo ai numeri e al tuo interesse.

Che prezzo paghi davvero: corso secco, tel quel e rateo

Come comprare un BTP: guida pratica in asta e sul MOT

Sul MOT il prezzo esposto è il corso secco: il prezzo “pulito” del titolo, espresso in centesimi del nominale (98,50 significa 98,5% del valore di rimborso). Quello che paghi è però il tel quel: corso secco più rateo, cioè la parte di cedola già maturata dall’ultimo stacco, che riconosci a chi ti vende il titolo.

Il prezzo in pagina non è il prezzo che pagherai.

Facciamo i conti su un caso ipotetico: 10.000 euro di nominale, corso secco 98,50, cedola lorda del 3% annuo, acquisto a metà semestre. Il controvalore secco fa 9.850 euro, il rateo aggiunge altri 75: totale tel quel, 9.925 euro.

Comprare sotto la pari ha un secondo effetto: tenendo il titolo fino alla scadenza incassi la differenza fino a 100. Qui sono 150 euro lordi, 131 netti dopo l’imposta del 12,5%. Per questo la cedola da sola non basta a giudicare un titolo: il parametro corretto per confrontare BTP con cedole diverse è il rendimento a scadenza, che unisce cedola e differenza di prezzo.

Come riferimento, a inizio luglio 2026 il decennale rende in area 3,7% lordo (fonte: Borsa Italiana).

Quanto costa comprare un BTP (commissioni e tasse)?

Le commissioni dipendono dal canale. In asta, per i titoli a medio-lungo termine come i BTP, non è dovuta alcuna provvigione di collocamento (fonte: MEF, Dipartimento del Tesoro).

Sul MOT paghi la negoziazione del tuo intermediario più lo spread denaro-lettera (lo scarto tra il prezzo di chi vende e quello di chi compra).

Nei collocamenti retail la sottoscrizione è gratuita.

La fiscalità è il punto a favore dei BTP: cedole e plusvalenze sono tassate al 12,5% (è l’aliquota agevolata riservata ai titoli di Stato), contro il 26% della maggior parte degli altri strumenti. Nel regime amministrato calcola e versa tutto l’intermediario. Sull’esempio di prima: la cedola annua lorda di 300 euro ne lascia 262 netti.

Più l’imposta di bollo sul deposito titoli, 0,20% annuo del controvalore: 20 euro l’anno su 10.000.

L’ultimo controllo prima dell’ordine non riguarda il titolo ma il portafoglio: se i titoli di Stato italiani sono già la componente principale, un altro acquisto accentua il rischio di avere solo BTP in portafoglio, cioè la concentrazione su un solo emittente.

Questi sono gli errori che vediamo più spesso tra chi compra il primo BTP.

ERRORI TIPICI DI CHI COMPRA IL PRIMO BTP

  • Scegliere il titolo per la cedola alta, ignorando il rischio prezzo se dovrai vendere prima della scadenza
  • Confondere la cedola con il rendimento a scadenza, che dipende anche dal prezzo pagato
  • Prenotare in asta senza sapere che il prezzo di aggiudicazione si conosce solo a posteriori
  • Fare i conti sul corso secco e scoprire il rateo solo nell'eseguito
  • Aggiungere BTP a un portafoglio che è già quasi solo BTP

L’ordine è l’ultimo passo, non il primo

La parte tecnica è alla portata di tutti: tre strade, un codice, un prezzo da leggere per intero. La decisione che pesa viene prima, ed è quanto capitale destinare al titolo e con quale orizzonte.

Tu da dove sei partito: dall’obiettivo o dal prezzo?

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AVVERTENZE

Prima di investire in titoli di Stato, valuta con attenzione scadenze, rischi e alternative. In caso di vendita anticipata il prezzo di mercato può risultare inferiore a quello di acquisto. Ogni decisione di investimento richiede valutazioni personali su obiettivi e orizzonte temporale.

Domande frequenti

Sì, se lo rivendi prima della scadenza a un prezzo più basso di quello pagato: i prezzi si muovono in direzione opposta ai tassi. A scadenza il rimborso è al valore nominale, con una certezza che dipende dalla solidità dell’emittente: per un BTP, la Repubblica Italiana.

Dipende da due cose: quale titolo si vuole comprare e quanto controllo si vuole sul prezzo. Per il titolo appena emesso la prenotazione in asta è comoda, a patto di accettare il prezzo che si formerà. Per scegliere tra tutte le scadenze vedendo il prezzo prima di ordinare, il MOT è più pratico.

Sì, in ogni giornata di borsa sul MOT, al prezzo di mercato del momento: si può incassare più o meno di quanto pagato. Il rateo stavolta gioca a favore del venditore: chi compra lo riconosce a chi vende.

A cura di Andrea Ballantini, Consulente Finanziario Indipendente iscritto all’Albo OCF con matricola: 627138

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