
2 Giugno 2026
Investimenti a basso rischio: far crescere il capitale
Chi cerca investimenti a basso rischio vuole proteggere il capitale dalle oscillazioni dei mercati. La domanda corretta però non è “quale strumento è senza rischio?”, perché nessuno lo è, ma “quale rischio sono disposto ad accettare, per quale rendimento?”.
Il basso rischio è una scala graduata, non un punto fisso, e ogni gradino ha il suo compromesso.
Cosa si intende per “basso rischio”
Per basso rischio si intendono strumenti con bassa volatilità e probabilità ridotta di perdere il capitale nominale: oscillano poco e in genere restituiscono il capitale a scadenza, se non interviene il default dell’emittente.
C’è però una distinzione che cambia la prospettiva: il rischio nominale non è il rischio reale. Un conto corrente non oscilla, ma rende meno dell’inflazione e quindi perde potere d’acquisto ogni anno. Il vero rischio del basso rischio è perdere contro l’inflazione di lungo periodo, come spieghiamo nei 3 rischi misurabili di chi non investe.
La scala del rischio: 5 strumenti

Non tutti gli strumenti a basso rischio sono uguali. Ecco la scala 2026, dal più sicuro al meno sicuro tra i sicuri.
- Conto corrente e conto deposito libero: Rischio nominale quasi nullo entro i 100.000€ garantiti dal FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi) per banca, rendimento netto basso, alto rischio inflazione.
- BOT (6-12 mesi): Garanzia statale, rendimento lordo intorno al 2,4% nel 2026 (circa 2,1% netto), tassazione agevolata al 12,5%, liquidità a scadenza o sul mercato.
- BTP brevi (1-3 anni): Rischio leggermente superiore per la maggiore durata, rendimento lordo intorno al 2,6-3% (circa 2,6% netto), stessa tassazione al 12,5%.
- ETF obbligazionari globali a breve durata: Diversificazione tra emittenti e Paesi, rischio di cambio se non coperti, rendimento netto atteso 2-3% con costi di gestione tipici dello 0,1-0,2% annuo.
- Conto deposito vincolato (12-24 mesi): Rendimento lordo fino al 4-5%, il più alto del segmento, ma con vincolo temporale e tassazione al 26% sugli interessi.
Investimenti sicuri al 4% netto: è possibile?

È la domanda più cercata, e la risposta onesta è: oggi, a basso rischio, il 4% netto non c’è. I BOT e i BTP brevi rendono circa il 2-2,6% netto; i conti deposito vincolati più generosi arrivano al 4-5% lordo, che però, tassati al 26% e al netto del bollo, scendono intorno al 3-3,7% netto.
Per superare il 4% netto bisogna salire di rischio: più duration, emittenti meno solidi o strumenti azionari. Se qualcuno promette il 4% netto senza rischi, sta omettendo un pezzo della storia. Il basso rischio, nel 2026, rende tra il 2% e il 3,7% netto: utile per la parte difensiva, non per far crescere davvero il capitale nel lungo periodo. Per quello serve un portafoglio coerente, come spiega la guida a costruire un portafoglio da zero.
Quanto basso rischio dovresti avere in portafoglio

Non c’è una formula universale: la quota a basso rischio dipende da due variabili personali, l’orizzonte temporale e la tolleranza alle oscillazioni.
In linea di principio, con un orizzonte sotto i 3 anni la quota prudente è alta (spesso 70-100%), perché non c’è tempo per recuperare un calo. Tra 3 e 7 anni scende verso il 40-60%. Oltre i 7-10 anni si riduce ancora, perché rinunciare del tutto alla crescita azionaria espone al rischio più silenzioso di tutti, l’inflazione di lungo periodo. Il basso rischio, in altre parole, è una componente del portafoglio calibrata sull’orizzonte, non una strategia da applicare a tutto il capitale.
Errori tipici dei principianti
- confondere “garantito” con “senza rischio”: l’inflazione resta un rischio anche per il capitale garantito;
- inseguire il rendimento lordo più alto senza guardare tassazione e vincoli;
- dimenticare l’inflazione, che può azzerare il rendimento reale dei prodotti più prudenti;
- concentrare tutto su un solo emittente (per esempio 100% BTP), restando esposti al rischio di un singolo Paese.
AVVERTENZE
Anche gli strumenti a basso rischio comportano rischi (inflazione, emittente, liquidità) e i rendimenti indicati sono valori di mercato variabili nel tempo, non garantiti. Le informazioni hanno finalità illustrativa e non costituiscono una raccomandazione personalizzata. Prima di investire, valuta attentamente obiettivi, orizzonte temporale e profilo di rischio.
Domande frequenti
A cura di Andrea Ballantini, Consulente Finanziario Indipendente iscritto all’Albo OCF con matricola: 627138
